Gli itinerari proposti non sono altro che le gite effettuate da me, mia moglie e “super Jack” nello zaino, alcuni erano già noti, altri li abbiamo scoperti assieme, Sono tutti itinerari già documentati in diverse guide e siti Internet , quello che abbiamo cercato di aggiungere sono informazioni normalmente inutili al normale escursionista ma molto comode a chi porta con se un bimbo. In tutti i rifugi riportati il trattamento è sempre stato ottimo, quelli in cui non è stato così sono stati omessi, non citati esplicitamente perché una giornata nera può capitare chiunque e non basta una visita per mettere un rifugio sulla lista nera. Come si noterà in seguito ci sono lunghi itinerari che quando è possibile e ne vale la pena, vengono proposti come due itinerari separati, ci sono passeggiate normalmente non citate da nessuna parte vista la loro “banalià” e ci sono gite non particolarmente adatte ai bimbi ma effettuabili tranquillamente.

Sicuramente la scelta e la preparazione dello zaino sono uno dei punti chiave per portare un bimbo in montagna in tutta sicurezza e tranquillità. · La scelta: grazie al cielo sono passati i tempi in cui i bambini venivano portati in montagna da alcuni valorosi (o ostinati) nei comuni zaini da montagna con immani sofferenze, sia da parte del trasportato che del trasportatore, oggi infatti il mercato offre innumerevoli soluzioni per chi desidera caricarsi il pupo sulle spalle e andar per monti e/o mare. E mentre questo proliferare di prodotti da una parte ci agevola dall’altra rende più complicata la scelta. Volendo esagerare, ma non molto, si può dire che scegliere lo zaino è un po’ come scegliere gli scarponi, ogni schiena ha il suo, non bisogna quindi pensare “chi più spende meno spende” o “cerco il più economico intanto sono tutti uguali”. In più va tenuto conto non solo della nostra schiena ma soprattutto dell’utente finale, “il principino”, dalla comodità del quale dipende in buona parte la riuscita della gita. Dopo aver quindi verificato che lo zaino sia sufficientemente comodo per noi come qualunque zaino nel quale si intendono trasportare carichi sopra ai 10 Kg., passiamo ad analizzare i punti da tenere presenti per non “deludere” il pupo.

La prima cosa da considerare è che i bimbi crescono, quindi lo zaino dovrà necessariamente essere regolabile sia per quanto riguarda “profondità” della seduta che “larghezza”. Zaini con sedute troppo profonde fanno sì che il bimbo rimanga totalmente infossato in essi senza poter vedere il mondo che lo circonda, e finché il bimbo è particolarmente piccolo (meno di un anno) la cosa hapoca importanza, ma dopo, il panorama è uno degli elementi chiave per intrattenere il passeggero e non rendergli la forzata inattività troppo pesante con relative ripercussioni sul trasportatore (calci, lamenti, etc. etc.) e quindi la gita. Non mi stuferò mai di ripetere che non vogliamo torturare il bimbo ma solo fargli condividere le nostre passioni: se dunque non forniamo un buon servizio rischiamo di perdere il “cliente”, che alla sola vista dello zaino farà presente tutto il suo disappunto. I bimbi “beati loro” trovano normalmente lo zaino “soporifero” e nella maggior parte dei casi approfittano della gita per schiacciare un pisolino.

 Visto che non sempre si va con i bimbi, ne per rifugi e in questo caso lo zaino sarà ovviamente diverso. Di seguito riporto la mia "lista di riferimento" per i giri di più giorni in tenda in "completa autonomia". Logicamente è una lista puramente indicativa che serve più da promemoria che altro da adattare con la stagione la quota ed il percorso.Il mio zaino a regime compresi cibo ed acqua si aggira sui 20kg masu molte cose si può risparmiare peso.

Giasl Vei del Buc

Mezzo di trasporto :zaino, passeggino, marsupio

Difficoltà: T

Dislivello: 200 MT.

Tempo di percorrenza:.1h

Periodo consigliato: da maggio ad ottobre {bonckometeo}2640{/bonckometeo}

Accesso stradale: vedi itinerario San Giacomo di Entracque  - Rif Soria Ellena

Descrizione itinerario: Lasciata l’auto si attraversa il ponte sul Torrente Gesso e si prosegue lunga lagias del vei del buc sottanocarreggiata, chiusa al traffico dei non autorizzati, lasciandosi sulla sinistra il “Campeggio Sotto Il faggio” e l’area attrezzata attigua. La strada sale nel bosco sino alle ex Palazzine Reali di Caccia oggi adibite a colonia dove l’asfalto cede allo sterrato, proseguendo sempre all’interno del bosco si guadagna un po’ di quota con una serie di tornanti per poi continuare sino al limitare del bosco al termine del quale si trova la meta.(4 Km circa dal posteggio).

Osservazioni: Il Gias del Vei del Bouc sottano e’ un’ampia distesa erbosa  percorsa nel centro da un torrente e con qualche albero qua e là dove trovare un po’ d’ombra nei periodi più caldi. La strada che lo raggiunge è percorribile in macchina dai pochi autorizzati perciò sempre in buone condizioni. Ciò lo rende un posto particolarmente adatto a picnic e ai bimbi e a chi desidera semplicemente riposarsi o prendere il sole senza andare a sudare su di una spiaggia sicuramente più affollata.

Quando abbiamo portato Jack qui la prima volta aveva appena compiuto i due mesi e abbiamo usato il passeggino, è stata una sudata ma ne è valsa come sempre la pena.


Lac del vei del Buc

Mezzo di trasporto :zaino, passeggino, marsupio

Difficoltà: E

Dislivello: 500 MT.

Tempo di percorrenza:.1,30h

Periodo consigliato: da giugno a settembre {bonckometeo}2640{/bonckometeo}

Descrizione itinerario: Dal Gias del Vei del Bouc sottano, dove si giunge tramite l’itinerario San Giacomo Gias del vei del Bouc sottanao ,al termine della carrozzabile che giunge da S. Giacomo di dipartono 2 sentieri Lac del vei del Bouc(cartello) prendiamo la diramazione di sinistra che inizia rapidamente a salire tramite una serie di tornanti nei pressi di una piccola faggeta, la mulattiera continua la sua ripida salita per dirigersi verso l’emissario del Lago del Vei del Bouc al bivio successivo (2030) si tiene la sinistra e in breve si Giunge al lago di origine glaciale.

Osservazioni: Secondo una leggenda il lago si sarebbe creato per proteggere la tomba del Vecchio del caprone, vei del bouc in dialetto locale, che abitava quei luoghi. Il laghetto e’ in buona parte circondato da prati e dopo la sudata per raggiungerlo sarà dura resistergli. Il sentiero che sale del Gias sottostante è molto battuto quindi sempre evidente ma non offre , se non in prossimità del lago, spazi sosta di buona qualità.

La cosa più “curiosa” è come Jack sia riuscito a resistere con i piedi nell’acqua gelida mentre quando fa il bagnetto se la temperatura non è quella giusta protesta vivacemente, certo la caccia alla rane invisibile è un attività che richiede sacrificio.

Il rifugio fu inaugurato il 10 settembre 1961 e legato al nome dell’alpinista cuneese di Edoardo (Dado) Soria, Ristrutturato nel 1979, al nome di Soria fu aggiunto quello dell'altro grande alpinista cuneese Gianni Ellena, autore con Soria di numerose "prime" nelle Alpi Marittime tra le quali quelle tracciate tra il 1929 e il 1932 sul Corno Stella.

 

Mezzo di trasporto zaino

Difficoltà: E

Dislivello:600 MT.

Tempo di percorrenza:.2 h

Periodo consigliato: da Maggio ad Ottobre {bonckometeo}2640{/bonckometeo}

Descrizione itinerario: Da S. Giacomo di Entracque, passata la baita Monte Gelas seguire la strada sterrata (cartello segnaletico) che sale nel vallone del Gesso della Barra per giungere sino al Gias Sterpis, ad un ora circa di cammino s’incontra a sinistra il sentiero (cartello) che porta al Gias della Siula , si prosegue sempre lungo la sterrata principale ignorandolo fino a raggiungere, dopo una serie di tornanti, il Pian del Praiet sopra il quale sorge visibile il rifugio.

Mezzo di trasporto :zaino.

Difficoltà: E

Dislivello: 500 MT.

Tempo di percorrenza:.1,30h

Periodo consigliato: da giugno a settembre {bonckometeo}2640{/bonckometeo}

Descrizione itinerario: Lasciata l'auto nell'ampio parcheggio si segue la mulattiera che sale verso nord lasciandosela alla sinistra per seguire il sentiero che dopo alcuni tornanti inizia a salire ripido fino ad incrociare (1h ) la vecchia strada di servizio, si prende a destra e dopo un tratto asfaltato che porta alla postazione di guardia alla diga ,si gira a sinistra (cartello).La strada prosegue aggirando l’invaso artificiale del Chiotas, dove si specchia la Serra dell’ Argentera, per giungere in breve al rifugio Genova

 

Pallini Rossi Tour 

Lago del Claus

Una bella traversata di 6 giorni dalle Valle delle Meraviglie alla Valle Stura di Demonte traversando tutta la Valle Gesso.

I Pallini rossi , l'assenza di una meta e il tempo a disposizione sono stati i tre eletti chiave che hanno caratterizzato questa traversata. Il tempo a disposizione è un vincolo da cui edifficile liberarsi per i più. L'assenza di una meta e l'aver deciso di raggiungere il punto di partenza con mezzi pubblici eliminando così la necessità di "ripassare da via" a ritirare la macchina crea qualche sbattimento in più ma da molta libertà d'azione. Non ci sono tappe da rispettare posti da raggiungere per forza e così ogni giorno si può decidere per il sucessivo  seguendo un idea, il sole, una cima che ci piace o incuriosisce. I pallini rossi sono il tratto che sulle cartine indica le "tracce di sentiero" e sono diventati la mia "strada" dove possibile, dandomi la possibilità di tornare in posti già molte volte bazzicati ma in modo diverso.

 

Come al solito mi sono portato dietro tutto il necessario per i giorni previsti, tenda , cibo etc etc. Nella traccia dell'intinerario sotto riportata indico tra parentesi i rifugi più vicini e comodi per chi preferisse questa soluzione.

 

Chi fosse interessato non esiti a contattarmi.

 

Mezzo di trasporto: zaino,piedi

Difficoltà: E

Dislivello: 464 MT.

Tempo di percorrenza:.1 ½ h

Periodo consigliato: da giugno a settembre {bonckometeo}vinadio{/bonckometeo}

Descrizione itinerario: Da Besmorello si procede per la carrareccia (cartello) che risale conLaghi del Ischiator - Settembre 2007 008 una serie di larghi tornanti la parte bassa del vallone, evitando le diramazioni secondarie si giunge ad una sbarra (Raggiungibile anche in macchina) che preclude l’accesso ai non autorizzati. Si continua sulla sterrata, della quale sono possibili poche e ripide scorciatoie, accompagnati alla nostra sinistra dal torrente che scende dal pianoro soprastante sino a raggiungere il pianoro stesso. Si traversa il torrente su di un pontile di legno dove lasciatasi la sterrata si segue il sentiero che traversa la conca erbosa sul lato sinistro, lasciandosi alle spalle alcune baite il percorso giunge sino alla base del dosso roccioso sul quale sorge il rifugio, lo si aggira a sinistra e in breve si raggiunge la meta.

Accesso stradale: da Borgo S. Dalmazzo (vedi accesso stradale itinerario n.20) si prende a destra in direzione Demonte (SS21)si attraversano gli abitati di Gaiola ,Moiola ,Demonte ,Aisone (25 Km da Borgo S. Dalmazzo) e Vinadio per prendere a sinistra dopo circa 5 Km la SP238 in direzione Bagni di Vinadio giunti alla quale si procede un chilometro giungendo a Besmorello . {mosmap ||lat='44.297009'|lon='7.070646'}

 

Osservazioni: Buona parte del percorso si sviluppa lungo una strada sterrata totalmente esposta al sole che sulla quale il bambino può essere lasciato camminare. La prima parte del percorso non a caratteristiche particolari sulle quali vale la pena soffermarsi, l’importante è non fermarsi alla prima impressione, perché quando si arriva al Laghi del Ischiator - Settembre 2007 023pianoro la musica cambia. Il rifugio bianco e azzurro dalla forma slanciata , sorge su di un poggio roccioso sulla sponda settentrionale del Lago Inferiore dell’Ischiator da cui domina il pianoro erboso sottostante dando a tutto l’insieme un aspetto molto “fiabesco”. Il rifugio molto frequentato dagli scialpinisti apre già ad inizio primavera è quindi un buon riferimento per avere informazioni sulle condizioni della zona, non effettua servizio ristorante ma dovrebbe consentire l’uso cucina,( dico dovrebbe perché negli ultimi anni è passato da non gestito a gestito con servizio ristorante a gestito senza servizio ristorante conviene quindi telefonare ed informarsi al momento) e possiede camere a quattro letti, cosa chiedere di più per tentare un “tranquillo week-end di montagna”.V olendo rilassarsi .conviene sostare nei pressi del Lago poco prima del rifugio dove il manto erboso è più confortevole rispetto alle rocce circostanti il rifugio.

Ricordo il giorno della nostra gita come uno dei più caldi , visto lo scarso dislivello siamo partiti più tardi del solito e il tratto sullo sterrato era un forno, per fortuna usciti dalla parte bassa del vallone una leggera brezza rinfrescava un po’ l’aria


 


Mezzo di trasporto: zaino,piedi

Difficoltà: E

Dislivello: 464 MT.

Tempo di percorrenza:.1 ½ h

Periodo consigliato: da giugno a settembre

Descrizione itinerario: Da Besmorello si procede per la carrareccia (cartello) che risale con una serie di larghi tornanti la parte bassa del vallone, evitando le diramazioni secondarie si giunge ad una sbarra (Raggiungibile anche in macchina) che preclude l’accesso ai non autorizzati. Si continua sulla sterrata, della quale sono possibili poche e ripide scorciatoie, accompagnati alla nostra sinistra dal torrente che scende dal pianoro soprastante sino a raggiungere il pianoro stesso. Si traversa il torrente su di un pontile di legno dove lasciatasi la sterrata si segue il sentiero che traversa la conca erbosa sul lato sinistro, lasciandosi alle spalle alcune baite il percorso giunge sino alla base del dosso roccioso sul quale sorge il rifugio, lo si aggira a sinistra e in breve si raggiunge la meta.

Accesso stradale: da Borgo S. Dalmazzo (vedi accesso stradale itinerario n.20) si prende a destra in direzione Demonte (SS21)si attraversano gli abitati di Gaiola ,Moiola ,Demonte ,Aisone (25 Km da Borgo S. Dalmazzo) e Vinadio per prendere a sinistra dopo circa 5 Km la SP238 in direzione Bagni di Vinadio giunti alla quale si procede un chilometro giungendo a Besmorello .

Osservazioni: Buona parte del percorso si sviluppa lungo una strada sterrata totalmente esposta al sole che sulla quale il bambino può essere lasciato camminare. La prima parte del percorso non a caratteristiche particolari sulle quali vale la pena soffermarsi, l’importante è non fermarsi alla prima impressione, perché quando si arriva al pianoro la musica cambia. Il rifugio bianco e azzurro dalla forma slanciata , sorge su di un poggio roccioso sulla sponda settentrionale del Lago Inferiore dell’Ischiator da cui domina il pianoro erboso sottostante dando a tutto l’insieme un aspetto molto “fiabesco”. Il rifugio molto frequentato dagli scialpinisti apre già ad inizio primavera è quindi un buon riferimento per avere informazioni sulle condizioni della zona, non effettua servizio ristorante ma dovrebbe consentire l’uso cucina,( dico dovrebbe perché negli ultimi anni è passato da non gestito a gestito con servizio ristorante a gestito senza servizio ristorante conviene quindi telefonare ed informarsi al momento) e possiede camere a quattro letti, cosa chiedere di più per tentare un “tranquillo week-end di montagna”.V olendo rilassarsi .conviene sostare nei pressi del Lago poco prima del rifugio dove il manto erboso è più confortevole rispetto alle rocce circostanti il rifugio.

Ricordo il giorno della nostra gita come uno dei più caldi , visto lo scarso dislivello siamo partiti più tardi del solito e il tratto sullo sterrato era un forno, per fortuna usciti dalla parte bassa del vallone una leggera brezza rinfrescava un po’ l’aria

Ubac

Bell' trinagolo tra Italia e Farncia per i "soliti posti" da diverse angolazioni.Passo della Lausa dal Passo di Vens

  • Partenza Prati del Vallone Rif Talarico 1720 slm
  • Rif della Lausa 2400 slm
  • Biv Vigna / Colle della Lausa 2880 slm
  • Testa della Ubac 2991 slm
  • Biv Vigna / Colle della Lausa 2880 slm
  • conca detritica terminale del Vallone di Pontebernardo 2550 slm
  • Col de Vens 2790 slm
  • Cime de Vens 2952 slm
  • Prati del Vallone Rif Talarico1720 slm

Dislivello Totale c.a. 1700 mt. tempo indicativo 6/8 h

 

Corborant

Come al solito si parte con un idea e si arriva con un'altra, e cosi la semplice salita e discesa dal Corborant e diventata un piacevole anello.

  • Partenza S.Bernolfo 1702 slmCorborant - Ottobre 2011-22Vetta Corborant - Ottobre 2011
  • Laghi Lausfer inf. 2297 slm
  • Cima del Corborant 3010 slm
  • Discesa al bivio per Passo di Barbacana 2340 slm
  • Passo di Barbacana 2585 slm
  • Cima di Collalunga 2758 slm
  • Lago di collalaunga 2428 slm
  • Lago di San Bernolfo 1950 slm
  • Arrivo San Bernolfo 1702 slm

Dislivello totoale ca. 1800 mt tempo indicativo 6/8 h

Da San Bernolfo passato il bivio per il RIf Alexandris Foches si prosegue per la sterrata che sale verso il passo di Barbacana con lunghi tornanti tagliati da scorciatoie.A quota 2300 ca, su terreno pietroso, si giunge ad un bivio dove si prosegue verso destra sini a giungere al Lago  Lausfer inf (2297 slm).